interview
 

«L’Europa? Solo uniti non diventeremo colonie americane o cinesi»

For our president Enrico Letta, “Solo unita l’Europa può imporre una forte sensibilità ambientale, può resistere alla politica dei dazi degli Stati Uniti e può lavorare per tutelare i cittadini nella guerra del futuro. […] Quella che si combatterà per i dati sensibili contenuti negli smartphone, su cui puntano sempre di più il marketing commerciale e quello politico. È chiaro a tutti che gli Stati Uniti e la Cina non hanno lo stesso rispetto sacrale per la protezione dell’identità digitale che abbiamo noi europei?”

|   18/04/2019               |   Corriere della sera             |   Letta Enrico             |   Democracy and citizenship  |  Europe in the world

SCANDISCE: «Succederà esattamente il contrario di quello che i sovranisti vanno propagandando». Seduto in un bar del quartiere Testaccio, a Roma, Enrico Letta, 52 anni, ex premier, ora direttore della Scuola di Affari Internazionali nella parigina SciencesPo, comincia a srotolare il suo vaticinio su quel che avverrà nei prossimi mesi in Italia e in Europa. Lui naviga nei corridoi continentali dai suoi esordi in politica. Per dire: a inizio anni Novanta, mentre i suoi colleghi di area democristiana sgomitavano per le poltrone italiane, Letta, con in tasca un dottorato in Diritto della Comunità Europea, diventava presidente dei giovani popolari europei. Delle Politiche Comunitarie è stato anche ministro, mentre a Palazzo Chigi c’era Massimo D’Alema. Quando gli domando se il 26 maggio, dopo le elezioni, l’Unione Europea annegherà sotto l’ondata sovranista, impugna i sondaggi ed esclama: «No, no. E per noi sarà una sveglia, perché purtroppo succederà che l’Italia metterà la maggioranza dei suoi parlamentari nella minoranza dell’Europarlamento». Continua: «Matteo Salvini e Luigi Di Maio dicono che il vento del cambiamento italiano contagerà l’Europa? Io dico che accadrà l’opposto. L’Italia purtroppo arretrerà, soprattutto come rilievo nelle istituzioni del Continente. Oggi abbiamo il Presidente del Parlamento, Antonio Tajani, e il ministro degli Esteri della Commissione Ue, Federica Mogherini, che in condizioni difficili hanno fatto un ottimo lavoro. Il presidente della Bce, Mario Draghi, che sta salvando l’Ue… Non credo che nel prossimo futuro avremo lo stesso peso».

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